Riducono davvero l’accumulo di resina e l’attrito nei legni resinosi, e questo tiene la lama efficiente più a lungo. Consideratelo una comodità a vita limitata, non un sostituto della pulizia: si consuma per primo proprio sulle superfici di lavoro.
Il rivestimento è di solito un polimero sottile o un trattamento galvanico sul corpo della lama e a volte sulle gole. Il suo compito è impedire alla resina di attaccarsi e ridurre l’attrito fra il disco e le pareti del taglio.
Dove si guadagna il posto
Conifere resinose, legno verde e tutto ciò che contiene molta colla. Nel pino e nell’abete la differenza nella rapidità con cui una lama si impasta è reale, e meno incrostazione significa meno attrito, meno calore e meno bruciature.
Aiuta anche nei tagli in lungo profondi, dove il disco è a contatto con molto legno, e rallenta la ruggine su una lama conservata in un’officina umida.
Che cosa non fa
Non rende la lama più affilata, non ne allunga la vita come utensile da taglio e non la rende più sicura. La geometria dei denti, la qualità del metallo duro e la planarità del corpo contano tutte di più.
L’usura che viene letta male
Il rivestimento sparisce per primo esattamente dove avviene il lavoro: attorno alle gole e sulle facce che strisciano di più. Una lama con il rivestimento a chiazze non è difettosa: è usata. Quello che conta è se il metallo duro è ancora affilato.
La conseguenza sulla pulizia
I solventi aggressivi possono staccare alcuni rivestimenti, quindi usate un prodotto specifico per la resina e niente di corrosivo, e mai una spazzola d’acciaio. Pulirla vi toccherà comunque.
Ultima revisione: 2026-08-12